In breve
- PLA, PETG, TPU e ABS coprono quasi tutto: PLA per iniziare, PETG per pezzi resistenti, TPU per oggetti flessibili, ABS e ASA per calore ed esterno.
- Confronta sempre il prezzo al chilo, non quello a bobina: nel nostro catalogo il PLA base va dai 12 ai 25 euro al chilo circa.
- L'umidità rovina i filamenti: tienili chiusi con i sali essiccanti, soprattutto PETG, TPU e nylon.
- Il diametro è quasi sempre 1,75 mm: controlla solo che corrisponda a quello della tua stampante.
- Un oggetto di tutti i giorni costa pochi centesimi di materiale: una bobina da un chilo basta per decine di pezzi.
1I quattro materiali che coprono quasi tutto
Esistono decine di filamenti diversi, ma quattro famiglie coprono la quasi totalità di quello che si stampa in casa. Conoscerle bene vale più che provarle tutte: la maggior parte degli oggetti che vedi online è stampata in PLA, e chi ha un po' di esperienza usa quasi solo PLA e PETG.
| Materiale | A cosa serve | Ugello | Piano | Difficoltà |
|---|---|---|---|---|
| PLA | Tutto quello che sta in casa: prototipi, decorazioni, scatole, organizer, giochi | 190-220 °C | 50-60 °C | Facile |
| PETG | Pezzi che devono reggere: staffe, ganci, contenitori, oggetti da esterno o da bagno | 230-250 °C | 70-85 °C | Media |
| TPU | Tutto ciò che deve piegarsi: guarnizioni, cover, ruote, piedini antiscivolo | 210-230 °C | 40-60 °C | Media |
| ABS / ASA | Calore e sole: pezzi per l'auto, oggetti che restano all'aperto | 240-260 °C | 90-110 °C | Alta, serve camera chiusa |
Le temperature sono indicative: ogni marca stampa la sua forbice sulla confezione, ed è quella che fa fede. Tra una bobina e l'altra, anche dello stesso materiale, possono servire cinque o dieci gradi di differenza.
PLA — il materiale con cui iniziare, e a cui si torna
È ricavato da fonti vegetali come l'amido di mais, stampa a bassa temperatura, non emette odori fastidiosi, non si deforma e perdona gli errori di taratura. È il più economico e quello con la scelta di colori e finiture più ampia. Per chi comincia è l'unico materiale da comprare.
Il suo limite è uno solo, ma va conosciuto: si ammorbidisce già intorno ai 55-60 °C. Un oggetto in PLA lasciato in auto d'estate, su un davanzale al sole o vicino a un termosifone si deforma. È anche piuttosto rigido: sotto sforzo non si piega, si spezza. Per tutto quello che resta in casa, lontano dal calore, è la scelta giusta nel 90% dei casi.
PETG — quando il pezzo deve lavorare
È un parente della plastica delle bottiglie d'acqua. Resiste al calore e agli urti molto meglio del PLA ed è leggermente flessibile invece che fragile: sotto carico si piega un po' prima di cedere. Regge l'umidità e i detersivi, quindi è il materiale naturale per pezzi da bagno, cucina e giardino, per staffe, ganci e contenitori.
In cambio è più capriccioso in stampa. Tende a lasciare fili sottili tra una parte e l'altra del pezzo, chiede una taratura più attenta e si attacca così bene a certi piani lisci da rischiare di strapparne la superficie: si stampa meglio su piani ruvidi. Non è difficile, ma non è il primo da provare il giorno che monti la stampante.
TPU — la gomma
È un materiale flessibile, che si comporta come una gomma: si piega, si schiaccia e torna in forma. Serve per guarnizioni, cover per telefono, ruote di piccoli robot, piedini antiscivolo, paracolpi, cinturini. La sua morbidezza si misura in "shore": il 95A, il più comune, è abbastanza morbido da piegarsi ma abbastanza rigido da stampare senza troppi problemi.
Va stampato lentamente, e si trova meglio sulle macchine con estrusore diretto, montato sopra la testina, perché il filo morbido spinto lungo un tubo lungo tende ad accartocciarsi. È anche il materiale più sensibile all'umidità dopo il nylon.
ABS e ASA — solo con camera chiusa
L'ABS è la plastica dei mattoncini da costruzione: resistente, lavorabile, si può levigare e incollare facilmente. L'ASA è la sua versione pensata per l'esterno, che resiste ai raggi ultravioletti senza ingiallire né diventare fragile. Sono i materiali giusti per pezzi dell'auto, supporti da esterno, oggetti che devono sopportare calore.
Il problema è che si ritirano parecchio raffreddandosi. Senza una camera chiusa che mantenga l'aria calda attorno al pezzo, gli angoli si sollevano dal piano e gli strati si separano. Emettono inoltre vapori con un odore sgradevole durante la stampa, quindi servono una stanza aerata e, idealmente, una stampante con filtro.
2Come si legge un'etichetta (e cosa guardare prima di comprare)
Sulla confezione e nella pagina del prodotto ci sono informazioni che valgono più della foto. Vale la pena abituarsi a controllarle.
- Diametro e tolleranza: 1,75 mm, con una tolleranza tipo "±0,02 mm". Più il numero è piccolo, più il filo è regolare e più costante sarà la quantità di plastica che esce dall'ugello. Oltre ±0,05 mm è un campanello d'allarme.
- Peso netto: il peso della sola plastica, bobina esclusa. È quello su cui calcolare il prezzo al chilo.
- Temperature consigliate: la forbice per ugello e piano. Parti dal centro e aggiusta.
- Tipo di bobina: plastica o cartone. Sembra un dettaglio, ma non lo è.
Le bobine in cartone sono più ecologiche, ma nei caricatori multicolore come l'AMS possono perdere polvere di carta e scivolare male sui rulli. Molti le usano con un adattatore o un anello stampato apposta. Se hai un sistema multicolore, controlla prima la compatibilità, o preferisci le bobine in plastica.
3Il prezzo al chilo è l'unico confronto onesto
Una bobina da 1 kg a 18 euro e una da 2 kg a 32 euro non si confrontano a occhio. Per questo su ogni scheda del catalogo trovi il prezzo al chilo: è l'unico numero che mette d'accordo confezioni diverse, pesi diversi e offerte multiple.
Per orientarsi, nel nostro catalogo il PLA base va dai 12 ai 25 euro al chilo circa. Sotto i 12 euro si trovano marche poco note, con qualità spesso incostante tra una bobina e l'altra. Sopra i 25 si paga di solito una finitura speciale, come silk, opaco o effetto legno, oppure un materiale tecnico.
"4 × 250 g" è un chilo in tutto, non quattro. È il modo più comune di far sembrare basso un prezzo che basso non è. Le confezioni multicolore di bobine piccole sono comode per provare più tinte, ma al chilo costano quasi sempre di più. Prima di confrontare, moltiplica il numero di bobine per il peso della singola.
Esistono anche i refill, cioè filamento venduto senza bobina, da montare su una bobina riutilizzabile che conservi. Costano qualcosa in meno e producono meno rifiuti, ma chiedono un minimo di manualità per caricarli.
4L'umidità è il nemico numero uno
La plastica assorbe acqua dall'aria, ed è il problema che più spesso confonde chi ha iniziato da poco. Un filamento umido, arrivato all'ugello caldo, fa evaporare l'acqua di colpo: senti dei piccoli scoppiettii durante la stampa, la superficie esce ruvida e opaca, compaiono bollicine e fili, e il pezzo finito è più debole e si spacca con niente.
Il PLA è il più tollerante e regge anche mesi all'aria in una casa normale. PETG e TPU assorbono molto più in fretta, e il nylon a volte va essiccato anche appena aperto. D'estate e in case umide, o vicino al mare, il problema si amplifica. Cosa fare, in ordine di costo:
- Richiudi la bobinaNel suo sacchetto, con la bustina di silice che trovi dentro la confezione. Costa zero e basta quasi sempre per il PLA.
- Una scatola ermeticaUn contenitore da cucina con guarnizione e qualche bustina di silice: pochi euro e risolve il 90% del problema anche per PETG e TPU.
- Un essiccatoreScalda la bobina a bassa temperatura per qualche ora e alcuni modelli la tengono asciutta anche durante la stampa. Ha senso se stampi spesso materiali tecnici.
Un filamento già umido non è da buttare: si recupera con qualche ora in un essiccatore, o in forno alla temperatura più bassa se sai quello che fai, controllando che non superi la temperatura indicata per quel materiale. Alcune bobine si vendono già pre-essiccate e sigillate sottovuoto: un vantaggio concreto se non stampi tutti i giorni.
5Diametro: 1,75 mm, praticamente sempre
I filamenti esistono in due diametri, 1,75 mm e 2,85 mm (a volte indicato come 3 mm), e non sono intercambiabili: una stampante accetta l'uno o l'altro. Oggi la quasi totalità delle macchine domestiche usa l'1,75 mm, che è anche il formato con più scelta di marche, colori e materiali.
Il 2,85 mm sopravvive su alcune macchine professionali e di marchi storici. Se la tua stampante non è una di quelle, puoi dimenticartene, ma controlla comunque il diametro prima di comprare: capita di ordinare per errore il formato sbagliato, soprattutto nelle offerte.
Più del diametro nominale conta la sua costanza lungo tutta la bobina. Se il filo si ingrossa e si assottiglia, la stampante spinge sempre la stessa lunghezza ma esce una quantità di plastica diversa: il risultato sono pareti irregolari e strati che non si fondono bene. È uno dei motivi per cui le bobine molto economiche deludono.
6I filamenti speciali, e quando valgono
Oltre ai materiali di base esiste un mondo di varianti. La maggior parte è PLA con qualcosa in più: si stampano quasi allo stesso modo, e cambiano l'aspetto o una proprietà specifica.
- Silk: finitura lucida e cangiante, quasi metallica. Solo estetica, e un po' meno resistente del PLA normale, ma su vasi, statuine e oggetti decorativi fa una differenza enorme.
- Opaco (matte): superficie satinata che nasconde gli strati meglio di qualunque altro PLA. Ottimo per pezzi che vuoi far sembrare stampati a iniezione, e per le foto.
- Effetto legno: contiene vere fibre di legno, profuma leggermente mentre stampa, si può carteggiare e verniciare. Consuma l'ugello più in fretta e con ugelli piccoli si intasa.
- Carbonio (CF): caricato con fibre di carbonio, è più rigido, più stabile e ha una bella finitura opaca. Per pezzi tecnici. Richiede un ugello temprato: con uno in ottone lo rovini in poche ore.
- Alta velocità: formulazioni pensate per le stampanti veloci di ultima generazione, che fondono più in fretta. Su una macchina lenta non danno vantaggi.
- Multicolore e sfumati: il colore cambia lungo la bobina, e l'oggetto esce con sfumature senza bisogno di un sistema multicolore.
Un consiglio pratico: inizia con due o tre bobine di PLA base in colori neutri, e aggiungi i filamenti speciali quando sai già cosa ci vuoi fare.
7Le marche contano davvero?
Più di quanto si pensi, ma non per il motivo che si immagina. Un buon PLA base di una marca nota e uno di una marca sconosciuta possono stampare quasi allo stesso modo la prima volta. La differenza sta nella costanza: diametro regolare lungo tutta la bobina, colore identico tra un lotto e l'altro, poca umidità già in partenza, bobine avvolte ordinatamente senza incroci che fanno inceppare il filo.
Questo conta soprattutto se stampi pezzi in più parti o ricompri lo stesso colore dopo mesi: con una marca incostante, due bobine dello stesso "nero" possono uscire di due tonalità diverse.
Le linee "base" o "basic" delle marche conosciute sono spesso il punto di equilibrio migliore: stessa affidabilità, meno fronzoli sulla confezione e un prezzo al chilo vicino a quello delle marche sconosciute.
8Quanto dura una bobina, e quanto costa un oggetto
Un chilo di PLA da 1,75 mm corrisponde a circa 330 metri di filo. In pratica, per dare un'idea concreta:
| Oggetto | Peso indicativo | Costo con PLA a 15 €/kg |
|---|---|---|
| Portachiavi | 5-10 g | meno di 20 centesimi |
| Portapenne | 60-80 g | circa 1 euro |
| Scatola media con coperchio | 150 g | poco più di 2 euro |
| Vaso decorativo | 200-300 g | 3-4,5 euro |
| Casco da cosplay | fino a 800 g | circa 12 euro |
Il peso dipende molto da quanto riempi l'interno del pezzo: la maggior parte degli oggetti si stampa con un riempimento al 15-20%, e raddoppiarlo raddoppia quasi il materiale usato. Lo slicer ti dice in anticipo il peso esatto e il costo di ogni stampa.
Chi stampa con regolarità consuma una bobina ogni poche settimane. È il motivo per cui, sul lungo periodo, il prezzo al chilo conta più del prezzo della stampante.
9Gli errori più comuni
- Comprare dieci materiali prima di saper stampare il primoIl PLA insegna quasi tutto. Il resto arriva quando serve per un oggetto preciso.
- Lasciare le bobine aperte sullo scaffaleFunzionano per settimane, poi le stampe peggiorano e sembra un guasto della stampante. È quasi sempre umidità.
- Giudicare il prezzo a bobina e non al chiloLe confezioni da 250 o 500 grammi ingannano l'occhio.
- Usare filamenti abrasivi con l'ugello in ottoneCarbonio, legno e glow-in-the-dark lo consumano: servono l'ugello temprato o ricambi a portata di mano.









