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Guida ai materiali

Resine per stampa 3D, senza sorprese

La resina dà un dettaglio che il filamento non raggiunge, ma chiede più attenzione: come si maneggia, quale famiglia scegliere e quanto costa davvero un pezzo finito.

Aggiornata il · a cura di 3Deals

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da 17 €prezzo più basso

In breve

  • La resina liquida va maneggiata con guanti di nitrile e in una stanza ventilata, e i pezzi vanno lavati e induriti con la luce UV.
  • Quattro famiglie: standard per miniature e modellismo, ABS-like per pezzi più robusti, lavabile in acqua per chi non vuole alcol, tenace o flessibile per usi tecnici.
  • Una bottiglia da un chilo costa tra i 17 e i 35 euro circa, ma alcol, guanti, carta e pellicole fanno salire il costo del pezzo finito.
  • La resina lavora bene tra 20 e 30 gradi: d'inverno, in una stanza fredda, le stampe falliscono.
  • Per il dettaglio contano i micron della risoluzione XY più dei "K" dello schermo.

1Prima di tutto: la resina va maneggiata con rispetto

Non è una nota a piè di pagina, è la prima cosa da sapere, prima ancora di scegliere la stampante. La resina per stampa 3D è un liquido che indurisce con la luce ultravioletta, e finché è liquida è irritante per pelle e occhi. Il contatto ripetuto può provocare sensibilizzazione: una reazione allergica che, una volta sviluppata, non passa più e si ripresenta anche con quantità minime. I vapori, poi, vanno respirati il meno possibile.

Regole che non si saltano
  • Guanti in nitrile sempre, anche solo per aprire la bottiglia o togliere un pezzo dal piano. Non in lattice: la resina lo attraversa. Cambiali appena si sporcano.
  • Stanza aerata, o una finestra aperta mentre stampi e lavi. Non in camera da letto, non in cucina.
  • Occhiali quando travasi, filtri o pulisci la vasca: uno schizzo negli occhi è la cosa peggiore che possa capitare.
  • Non buttarla nel lavandino, né liquida né diluita. È un rifiuto speciale: gli avanzi si fanno indurire al sole o sotto una lampada UV, e una volta solidi si smaltiscono come plastica.
  • Attenzione all'alcol isopropilico usato per il lavaggio: è infiammabile, va tenuto chiuso e lontano da fiamme e fonti di calore.

Detto questo, non c'è da spaventarsi: sono le stesse precauzioni che si prendono con vernici e solventi. Una volta stampato, lavato e indurito, l'oggetto è inerte e si maneggia tranquillamente. Il rischio è tutto nella fase liquida, e con un minimo di metodo si gestisce senza problemi.

2Le quattro famiglie di resine

Come per i filamenti, esistono moltissime resine, ma quattro famiglie coprono quasi tutti gli usi domestici. Tutte si stampano più o meno allo stesso modo: a cambiare sono il risultato finito e il modo in cui si lavano.

La più economica

Standard

Il dettaglio migliore al prezzo più basso: miniature, statuine, busti, modellini da esposizione. È però fragile: un pezzo sottile si spezza se cade, e una spada di una miniatura si rompe a guardarla storto. Per oggetti da guardare va benissimo, per oggetti da usare no.

Se ne scegli una sola

ABS-Like

Il compromesso più usato. Mantiene quasi tutto il dettaglio della standard ma è molto meno fragile: un braccio sottile si piega invece di rompersi, e i pezzi reggono meglio le cadute. È da qui che conviene partire, perché perdona di più sia in stampa sia dopo.

Meno alcol

Lavabile in acqua

Si lava con acqua di rubinetto invece che con alcol isopropilico, che costa e va ricomprato spesso. Due avvertenze che nessuno dice: l'acqua di lavaggio contiene resina e non va buttata nello scarico, e questi materiali tendono ad assorbire umidità nel tempo, quindi i pezzi invecchiano peggio e possono diventare fragili.

Per pezzi funzionali

Tenaci (tough)

Le più resistenti a urti e flessioni, pensate per clip, incastri, ingranaggi e prototipi che devono funzionare. Costano di più, sono più dense da stampare e in genere rendono un filo meno bene sul dettaglio finissimo.

Esistono poi resine per usi specifici: trasparenti, che dopo una lucidatura diventano quasi come vetro; flessibili, simili alla gomma; e resine per gioielleria, che bruciano senza residui e servono a creare stampi per la fusione dei metalli. Sono materiali più delicati da stampare, da affrontare quando si ha già un po' di mano.

3Cosa serve oltre alla stampante

Chi arriva dal filamento se ne accorge subito: con la resina, la stampante da sola non basta. Serve un piccolo corredo, e conviene averlo pronto prima della prima stampa, perché poi le mani sono sporche di resina e non è il momento di cercare le cose.

  1. Guanti in nitrile e tovaglioli di cartaIn quantità: se ne usano molti più di quanto si pensi.
  2. Alcol isopropilicoPer lavare i pezzi, a meno di usare resine lavabili in acqua. Meglio in tanica, che costa meno al litro.
  3. Una spatola in plasticaPer staccare i pezzi dal piano e pulire la vasca senza graffiarne il fondo. Mai metallo sulla pellicola della vasca.
  4. Filtri di carta e contenitoriPer rimettere nella bottiglia la resina avanzata nella vasca, filtrando i frammenti induriti.
  5. Una lampada UV o una stazione "wash and cure"Per lavare e indurire i pezzi. La stazione fa entrambe le cose in automatico, ed è l'accessorio che cambia di più la vita.
  6. Un tappetino in siliconeSotto la stampante e la zona di lavoro: le gocce di resina si staccano da sole una volta indurite.

4Il lavoro non finisce quando finisce la stampa

È la differenza che sorprende di più chi arriva dal filamento. Un pezzo in resina appena uscito dalla stampante è bagnato, appiccicoso e non ancora alla sua resistenza finale. Prima di essere pronto passa da quattro fasi.

Dalla stampa al pezzo finito: lavaggio, asciugatura, cura UV Stampa pezzo bagnato Lavaggio alcol o acqua Asciugatura all'aria Cura UV qualche minuto Senza l'ultimo passaggio il pezzo resta appiccicoso e più debole.
Le stazioni "wash and cure" fanno lavaggio e cura in automatico. Si può fare a mano con un barattolo e una lampada UV, ma è più scomodo e si sporca di più.
  1. LavaggioQualche minuto in alcol isopropilico, o in acqua per le resine lavabili, per togliere la resina liquida rimasta sulla superficie. Meglio due bagni: uno "sporco" per il grosso e uno pulito per rifinire.
  2. AsciugaturaL'alcol deve evaporare del tutto, altrimenti lascia una patina bianca e opaca sulla superficie. Bastano pochi minuti all'aria, o un getto d'aria.
  3. Rimozione dei supportiSi fa ora, quando il pezzo è ancora un po' morbido: i supporti si staccano più facilmente e lasciano segni più piccoli. Dopo la cura diventano duri e fragili.
  4. Cura UVPochi minuti sotto una lampada ultravioletta perché il pezzo raggiunga la durezza e la resistenza finali. Senza, resta appiccicoso; con troppa, diventa fragile. Il tempo giusto dipende dalla resina e dalla dimensione del pezzo.

5Supporti, orientamento e pezzi cavi

Con la resina, il pezzo viene costruito a testa in giù: il piano si immerge nella vasca e a ogni strato si solleva, staccando la resina appena indurita dal fondo. Questo movimento crea una forza di trazione, e per reggerla il pezzo deve essere ben ancorato e sostenuto da una piccola foresta di supporti sottili.

Due regole pratiche fanno la differenza tra una stampa riuscita e una fallita:

  • Inclinare il pezzo di 30-45 gradi invece di stamparlo dritto. Ogni strato ha così una superficie più piccola da staccare dal fondo, e le forze si riducono molto. I programmi di preparazione suggeriscono l'orientamento, ma conviene controllarlo.
  • Svuotare i pezzi grandi, lasciando una parete di qualche millimetro, e aggiungere uno o due fori di scarico. Si risparmia molta resina, il pezzo è più leggero e si evita l'effetto ventosa: una cavità chiusa crea un vuoto che strappa il pezzo dal piano o rompe la pellicola della vasca.

I supporti lasciano piccoli segni dove toccano il pezzo. Per questo si orienta l'oggetto in modo che quei segni finiscano sulle parti che non si vedono, come la schiena di una miniatura o il fondo di una basetta.

6La resina ha freddo

Un dettaglio che fa impazzire molti principianti in inverno: la resina lavora bene tra i 20 e i 30 gradi. Sotto quella temperatura diventa più densa, fatica a scorrere sotto il piano tra uno strato e l'altro, e le stampe falliscono senza un motivo apparente. Stampe perfette a settembre, e a gennaio pezzi staccati o incompleti.

Le soluzioni vanno da una stanza più calda a un piccolo riscaldatore dentro la copertura della stampante. Alcuni modelli recenti hanno la vasca riscaldata integrata, che mantiene la resina alla temperatura giusta tutto l'anno: se stampi in un garage, in una cantina o in una stanza fredda, è una caratteristica che vale la pena cercare.

Anche agitare la bottiglia prima dell'uso aiuta: i pigmenti tendono a depositarsi sul fondo, e una resina non mescolata dà colori irregolari e pezzi più deboli.

7Il costo vero non è quello della bottiglia

Nel nostro catalogo una bottiglia da un chilo di resina costa tra i 17 e i 35 euro circa: al chilo, poco più di un filamento. Ma il costo di un pezzo finito è più alto, perché alla resina vanno sommati diversi consumabili.

  • Alcol isopropilico, che si sporca e va sostituito regolarmente.
  • Guanti, tovaglioli e filtri, che si consumano a ogni sessione.
  • Il film FEP sul fondo della vasca: la pellicola trasparente attraverso cui passa la luce. Si opacizza, si graffia e prima o poi si buca, e va cambiata. Alcune macchine usano pellicole più resistenti, che durano di più.
  • Lo schermo LCD che proietta gli strati è anch'esso un componente che si usura nel tempo, dopo migliaia di ore.

Nessuna di queste voci è alta da sola, ma insieme fanno sì che il costo per oggetto finito sia più alto di quello del filamento. Tenerne conto in anticipo evita la sorpresa: per le miniature ne vale largamente la pena, per oggetti grandi quasi mai.

8Dettaglio: i micron contano più dei "K"

I produttori pubblicizzano "8K", "12K", "16K". Sono i pixel dello schermo che proietta la luce, ma presi da soli non dicono quanto è fine il dettaglio. Il numero che conta davvero è la risoluzione XY in micron: la dimensione del singolo punto sul piano di stampa. Più è bassa, più fini sono i dettagli.

Il motivo è semplice: uno schermo più grande con più pixel può avere punti della stessa dimensione di uno schermo più piccolo con meno pixel. Una stampante "16K" con uno schermo enorme può avere lo stesso dettaglio di una "12K" più compatta: guadagni spazio di stampa, non finezza. Nelle nostre schede trovi il valore in micron quando il produttore lo dichiara, proprio per questo.

Per orientarsi: sotto i 30 micron il dettaglio è eccellente, abbastanza per le miniature da gioco più minuziose; tra 30 e 50 è ottimo per la maggior parte degli usi. Tutte le resine da stampa domestica induriscono con luce a 405 nanometri, quindi sono compatibili con qualsiasi stampante a resina moderna, indipendentemente dalla marca.

9Quando la resina conviene davvero

Se stampi miniature per giochi da tavolo, modellismo, gioielleria, busti, prototipi con dettagli sottili, nessuna stampante a filamento ti si avvicina, a nessun prezzo. Su un soldatino di tre centimetri, la resina riproduce i bottoni della divisa; il filamento, nel migliore dei casi, una sagoma.

Se invece ti servono oggetti grandi, resistenti o da usare tutti i giorni, il filamento è più pratico, più economico e molto meno impegnativo. Un organizer, un supporto per il telefono o un pezzo di ricambio in resina costerebbero di più, richiederebbero più lavoro e sarebbero più fragili.

La domanda giusta non è "quale è meglio", ma "cosa voglio stampare". Chi stampa da un po' spesso ha entrambe le macchine, e sa esattamente quando accendere quale.

In catalogo

Le resine in catalogo

Ogni scheda riporta il prezzo di riferimento con la data in cui l'abbiamo verificato, i punti di forza e i difetti veri. I prezzi cambiano: fa fede quello mostrato dallo store al momento dell'acquisto.

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★ 8,7ANYCUBIC Resina lavabile in acqua 2.0 – 2 kg (grigio)
Resina · Lavabile in acqua

ANYCUBIC Resina lavabile in acqua 2.0 – 2 kg (grigio)

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TipoLavabile in acqua
Peso2 kg
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Lunghezza d'onda405 nm
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ANYCUBIC Resina tenace 2.0 – 1 kg (grigio)

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Peso1 kg
LavaggioIPA/alcol
Lunghezza d'onda405 nm
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SUNLU Resina ABS-Like 405 nm – 1 kg (grigio)

17 €riferimento · 2026-09-13
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TipoABS-Like
Peso1 kg
LavaggioIPA/alcol
Lunghezza d'onda405 nm
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ABS-Like a 16.83 €/kg: ottimo per iniziare senza spendere.
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ELEGOO Resina ABS-Like 3.0+ – 2 kg

24 €riferimento · 2026-09-13
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TipoABS-Like
Peso2 kg
LavaggioIPA/alcol
Lunghezza d'onda405 nm
Ideale per
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ABS-Like a 11.96 €/kg: ottimo per iniziare senza spendere.
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